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IL PIANO STRATEGICO 2026-2028

L'Università Cattolica del Sacro Cuore verso il 2028

La migliore università per il mondo, nel mondo

Il Piano Strategico 2026-2028 nasce da un percorso condiviso che ha coinvolto l’intera comunità universitaria, integrando innovazione e tradizione, eccellenza e inclusione. È uno strumento operativo, fondato sulla centralità della persona, della solidarietà e del bene comune, orientato a generare impatto e a guidare l’Ateneo nel futuro

Il Rettore Elena Beccalli
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I principi guida della vision

In un contesto nazionale e internazionale segnato da rapide evoluzioni scientifiche e tecnologiche, da una crescente interdipendenza dei fenomeni culturali e da nuove esigenze formative, l’Ateneo assume un ruolo attivo nel generare conoscenza, favorire l’innovazione responsabile, sostenere l’occupabilità e contribuire allo sviluppo dei territori. Un percorso che si realizza attraverso relazioni qualificate con istituzioni, imprese, comunità locali, civili ed ecclesiali, la comunità scientifico-accademica in Italia e all’estero e operando attivamente nella costruzione di reti e partenariati.

Valorizzare il profilo di Ateneo cattolico non profit

Rafforzare la logica di comunità come tratto distintivo

Promuovere una piena integrazione tra comunità educante e research university

Sostenere la capacità dell'Ateneo di confrontarsi con le questioni fondamentali

Favorire la transdisciplinarità come sviluppo dell'interdisciplinarità

Costruire un luogo in cui il sapere sia esperienza viva

Il metodo di elaborazione del Piano Strategico

Il Piano Strategico 2026–2028 è nato come un percorso strutturato e partecipativo, volto a costruire una visione condivisa fondata su evidenze, contributi qualificati, ascolto delle diverse componenti dell’Università e confronto con gli stakeholder. Il processo si è basato su principi di governance partecipativa e pianificazione inclusiva, valorizzando collegialità e ruolo delle strutture accademiche. 

L’intera comunità universitaria – studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo – è stata coinvolta attraverso un approccio di whole-community engagement. La partecipazione, su base volontaria, è stata organizzata in modalità multicanale: workshop tematici, questionari e call for ideas hanno favorito confronto, verifica delle proposte e sviluppo di progettualità innovative.

  • 34 workshop online della durata di due ore ognuno, con un numero massimo di 25 partecipanti, dedicati a ciascuno dei cinque pilastri strategici.
  • 665 persone coinvolte tra docenti di ruolo, ricercatrici e ricercatori, assegniste e assegnisti, dottorande e dottorandi, docenti a contratto; personale tecnico-amministrativo; rappresentanti delle studentesse e degli studenti; assistenti pastorali e docenti di teologia; direttrici e direttori dei Collegi; rappresentanti delle associazioni delle alumnae e degli alumni; membri del Comitato Università Mondo del Lavoro.
  • Un questionario online che ha raccolto 1.711 risposte.
  • Una call for ideas, da cui sono emerse 54 proposte progettuali distribuite su ciascuno dei cinque pilastri strategici.

  • Analisi statistiche descrittive e analisi tematiche (topic analysis), con codifica e successivo raggruppamento in macro-cluster delle proposte emerse nella fase di ascolto.
  • Costituzione di 5 Gruppi di Lavoro, uno per ogni pilastro, composti da docenti e personale tecnico-amministrativo con competenze specifiche, coordinati da Presidi e supportati da facilitatrici e facilitatori.


 

La governance e il sistema di monitoraggio

Il Piano Strategico 2026-2028 prevede una governance capace di garantire l’attuazione delle linee strategiche, coinvolgendo Organi di governo, Facoltà, Nucleo di Valutazione, Presidio della Qualità, personale accademico e amministrativo. Sono previsti processi di comunicazione con gli stakeholder, fondati su trasparenza e condivisione, per favorire partecipazione e continuità metodologica. Il modello recepisce gli indirizzi ANVUR in coerenza con AVA3.

Il ciclo di pianificazione si articola su due livelli integrati: quello strategico, basato su analisi del contesto e SWOT e quello esecutivo, che traduce le priorità in obiettivi e azioni operative connesse all’assicurazione della qualità.

Ogni pilastro è definito tramite indicatori, baseline, target, tempi e responsabilità, assicurando tracciabilità e valutazione dei risultati.

Il modello si integra con il ciclo di programmazione e controllo e sono previsti momenti di allineamento con Nucleo di Valutazione e Presidio della Qualità. L’Ateneo adotta infine il ciclo PDCA, garantendo coerenza e adattabilità nelle missioni istituzionali.


 

I pilastri strategici

Le tematiche sulle quali si sono confrontati prima la comunità universitaria e poi, nel percorso di co-progettazione, i Gruppi di Lavoro, sono articolate in cinque pilastri fondamentali in dialogo e in relazione tra loro. Ognuno costituisce un ambito tematico con proprie peculiarità e, allo stesso tempo, un tassello del più ampio disegno strategico.

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